Gli amici di #Play14


Bernhard Sterchi
Il serious gaming come strumento diventare ferrati nella complessità

 #play14 – In questa puntata di Amici di #Play14 presentiamo al nostro pubblico  Bernhard, che si definisce un  Brainwave Oscillator. Per prima cosa vorrei chiedere a Bernhard di presentarsi, in modo da farci raccontare in che cosa consiste il proprio lavoro.

Bernhard – Ciao Amici di Play. Io aiuto i leader di diventare più efficaci in contesti dinamici. E scrivo favole: www.theleadersfairytales.com

#play14  – Il gioco, o meglio il serious gaming come è legato alla tua tua attività professionale?

Bernhard – Organizzo formazioni e workshop, e quindi il gioco è spesso legato alla curiosità ed alla scoperta di soluzioni.

#play14 – La domanda sorge spontanea: cosa porterai al Play14? cosa avremo modo di vedere in azione?

Bernhard – Vari giochi per grandi e piccoli gruppi che insegnano come gestire la complessità. Carte, movimento, macchine. Alcuni sono in stato di sviluppo e mi piacerebbe avere del feedback come migliorare. Altri sono ben sviluppati, ma sono sempre aperto per idee nuove.

#play14 – Hai voglia di concludere questa rapida chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori (e speriamo anche partecipanti di #Play14?)

Bernhard – Come dovrebbe essere diverso il gioco perché le mie mosse abbiano un senso?


Bernhard is Managing Partner of Palladio, Basel, and Associate of the Enterprise Development Group, Palo Alto. An expert in corporate culture and leadership development, he covers the leadership aspects in innovation management.


Nicola Selenu
Il serious gaming come strumento per stimolare il pensiero laterale

Nicola Selenu, oltre ad essere un comico monologhista in ascesa, è un esperto di Email Deliverability.

#play14  – Per prima cosa vorrei chiedere a Nicola di presentarsi, in modo da farci raccontare in che cosa consiste il proprio lavoro.

Nicola Selenu – Salve Amici di Play! Dopo essermi laureato in Psicologia Sperimentale ho lavorato per un paio d’anni come formatore, dedicandomi contemporaneamente allo studio dell’improvvisazione teatrale (che ho accantonato solo recentemente). Ancora oggi, possiamo dire che io faccia una doppia vita tra professionalità e arte.

Di giorno mi occupo professionalmente di Deliverability (letteralmente “consegnabilità”), che potrebbe essere parafrasata in “scienza dell’inbox”. Si tratta infatti di un insieme di pratiche e conoscenze tecnologiche volte a far arrivare i messaggi legittimi nella casella di posta di destinazione, contrastare attività illegali veicolate via email (SPAM, Phishing, truffe, etc.) e ovviamente investigare quando un messaggio di un tipo viene erroneamente attribuito all’altra categoria. Di notte, invece, scrivo testi e mi esibisco come comico nei locali, nei teatri e, ogni tanto, persino in televisione.

#play14  – Un po’ un Dottor Jekill e Mr Hide… Invece il gioco, o meglio il serious gaming come è legato alla tua tua attività professionale?

Nicola Selenu – Ciò che accomuna le mie 2 vite è probabilmente il dover ricorrere al pensiero laterale per comprendere e risolvere situazioni problematiche da una parte e riuscire a trovare chiavi di lettura del mondo che siano originali e inaspettate per poter produrre una scrittura umoristica più solida ed efficace. Capacità ben allenate in anni di improvvisazione teatrale, che proprio attraverso il gioco è solita sbloccare determinati meccanismi mentali.

Una delle meravigliose qualità dei bambini che, crescendo, andiamo a perdere progressivamente è senza dubbio la curiosità: motore per la crescita, la creatività e l’intelligenza. Abilità fondamentali per qualunque compito professionale e non.

#play14 – A questo punto, è il caso di dirlo, siamo tutti molto “curiosi”.. Cosa porterai al Play14? cosa avremo modo di vedere in azione?

Nicola Selenu – Senz’altro giochi mutuati dall’improvvisazione teatrale, ma rivisitati con un forte tocco personale. Sto infatti dosando gli elementi di Scrittura Creativa e Psicologia (Ipnosi inclusa) con cui arricchirli. L’unica cosa che posso garantirti è che ci sarà da divertirsi.

#play14 – Hai voglia di concludere questa rapida chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori (e speriamo anche partecipanti di #Play14?)

Nicola Selenu – La cosa stupenda di una iniziativa del genere è che, inevitabilmente, attrae professionisti accomunati dalla volontà di condividere e crescere insieme, ognuno attraverso il proprio, particolare, apporto. Quindi non pensate solo a tutti quegli stimoli che riceverete e darete, oppure al know-how che porterete a casa, ma anche all’enorme valore umano con cui entrerete in contatto! Per questo ritengo il Play14 un’occasione unica di crescita personale.


Nicola Selenu has a truly international and diverse background. With a mostly Italian and Spanish culture-mix, he has lived and worked in many European countries, speaks four languages, and holds a Master Degree in Neuroscience and Experimental Psychology.

The youngest of three children born to a musician father and teacher mother, Nicola grew up in the Barbagia area, the heart of Sardinia, till the age of 18. He spent the rest of his life moving around the world, stopping for a while in Canary Islands, Ireland, Sweden and the beautiful Tuscany. Currently lives in Milan.

Former ASCII-Artist during the early 90s, proudly contributed to the growth of the new born World Wide Web.

Spent many years in small productions as comic actor, while scripting and producing Candid Cameras himself, before moving to Milan to join Improv School.

Fell in love with stand-up comedy, joined Toastmasters International to improve his public speaking skills. In 2014, won the 1st prize at the Humorous Speech Contest.

Founded Stand Up Comedy Italia in 2015.


Alessandro Bonaccorsi
Stimolare la creatività, il cambio di prospettiva, la rottura degli schemi, facendo tornare bambini.

#play14 – In questa puntata di Amici di #Play14 presentiamo al nostro pubblico Alessandro Bonaccorsi, che è un Visual Designer, Facilitatore Grafico e Illustratore.

Per prima cosa vorrei chiedere ad Alessandro di presentarsi, in modo da farci raccontare in che cosa consiste il suo lavoro.

Alessandro – Ciao Amici di Play14. Io mi occupo principalmente di comunicazione visiva. Cerco di portare avanti un approccio che leghi il pensiero visuale alla grafica e all’illustrazione. Attraverso il mezzo della Facilitazione Grafica cerco di rappresentare il pensiero e i processi ideativi degli altri per aiutarli a svilupparli.

#play14 – Il gioco, o meglio il serious gaming come è legato alla tua tua attività professionale?

Alessandro – Illustrare e disegnare è considerata da tutti un’attività molto più ludica di quanto non sia in realtà. Attraverso il mio nuovo progetto, il Corso di Disegno Brutto, cerco di stimolare la creatività, il cambio di prospettiva, la rottura degli schemi, facendo tornare bambini i partecipanti con tutta una serie di esercizi molto divertenti. Il corso diventa un gioco se le persone riescono ad abbandonarsi al flusso della fantasia.

#play14 – Siamo tutti molto curiosi…. Quindi la domanda sorge spontanea: cosa porterai al Play14? cosa avremo modo di vedere in azione?

Alessandro – Una variazione del mio Corso di Disegno Brutto, per proporre un metodo semplice di sketchnoting che tutti possano applicare e possano poi sviluppare in una sorta di codice visivo personale per prendere appunti, visualizzare pensieri e sviluppare idee.

#play14 – Hai voglia di concludere questa rapida chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori (e speriamo anche partecipanti di #Play14?)

Alessandro – Secondo Gianni Rodari ciò che è divertente, è più utile. Quindi, giocando s’impara.


Alessandro Bonaccorsi Dal 2003 lavora come Visual Designer per clienti di tutta Italia, (Save The Children, Renault Italia, Max Meyer, Ponte alle Grazie e altri).

Lavora come Facilitatore Visuale dal 2014. Suoi lavori sono apparsi nel volume “Graphic Recording” edito da Gestalten, 2016.

Sue illustrazioni sono state pubblicate su: Il Sole 24Ore, La Stampa, Internazionale, Diario Europeo.

È stato selezionato tra i “200 best illustrators worldwide 14-15” dal Lürzer’s Archive, selezionato per l’American Illustrator Annual e l’Annual illustratori Italiano.

Ha un blog SHIVU.it che parla di creatività, ispirazione, visual culture, illustrazione e grafica.

Ha scritto il libro “Illustrazione, l’immaginario per professione” per Alkemia Books.

Dal 2013 tiene corsi e speech in tutta Italia sulla presenza online per creativi e su temi legati a grafica e illustrazione.


Pierre Neis

Guys and girls, be prepared for the biggest emotional kick of your professional life or like I love to do Goooooooooooddddd Moooooorrrrrninggg MILANOOOOOO!!!!!

#play14 – In this episode of Friends of Play14, we meet Pierre Neis, Agile Coach & Organisation Architect. First of all Pierre would you like to introduce yourself?

Pierre – So, I´m a multi-cultural (French-German) field worker. It’s quite hard for me to introduce myself in writing because I do prefer joking. In a more seriously manner I´m involved in a couple of initiatives which I’m very proud of like Play14, Agile4HR, Agile Digital Enterprise, Agile Animal Farm… and much more others which I’m not really proud of and I will quiet now. To define myself, you need to know where I’m coming from. Coming from doesn’t mean what my diplomas or certifications are, but everything that made me being who I am today and my beliefs: with 23 I had a plan, with 33 the plan wasn’t valid anymore and everything changed since then and, cross finger, will continue to change.

Being an agile coach is not a job for me, it’s just who I am, how I feel myself. I believe that agile has nothing to do with tools, techniques, engineering or culture, it’s all about behaviour, how you interact with the system, with other humans.

Now, in a more pragmatical approach, I do working a lot, travelling a lot, having great customers but still focus on the people I meet.

Pierrre in action at Agile Lebanon while playing the AgileReloaded’s game AgileGrammelot

#play14 – Could you tell us something about your work…

Pierre – My work. Until February 2017, I helped SAP in their Agile Transition by supporting 2 top 10 programs as a Scrum Coach. Beside of this activity, I do help Private Banks in their Digital transition, Service Providers to interact with those Private Banks and Global Players to improve their organisation in a more agile way. I still had holes in my agenda, so I created agile² GmbH to contain these activities and attract other senior coaches to collaborate (most of them are Play14 mates). Like all workaholics, I do also co-organising others thing, like the Lean Kanban France conference and acting as a partner in the Upward Consulting company in Lebanon.

In my daily routine, I do interacting a lot with the development teams and coach the executives and the business to get an enlarged team. To get the things done, I use facilitation and games all the time to speed up the knowledge.

My work isn´t a work for me, it´s my passion.

#play14 – What is serious gaming for you and for your job?

Pierre – Serious gaming is the simulation metaphor to collaborate. Games are just a great communication device brining people together to learn, experiment, understand and align. I use serious games everyday in my job. The games are huge part of training activities, it’s how we experiment the theory and then improvement occurs from this experiment. Every meeting starts with an burn up and closes with a debrief in a gaming mode. Games are very useful in analysis by pushing our fears out and get a consensus to start moving forward. Games are great to manage hard stuff by avoiding blaming and clear communication.

Games are the difference in the facilitation, this makes the difference between a good meeting and a great meeting.

In my job, I created several frameworks using the power of games and a gamification process like PlöRK or Agile Digital Enterprise. Through these frameworks, I experienced the power of facilitation where you can easily avoid to loose time to define the traditional Roles and Responsibilities by letting flow in the cadence from one game to an other.

#play14 – What you will bring at the unconference?

Pierre – I’ll bring myself and my body bad ideas. But in a more serious manner, I’ll come to discover new games and interpretation linked with your culture. And, as usual, I’ll bring some of my favourite games and I intend to develop new games.

#play14 – how would you like to greet our friends play14? what can we expect from your participation in Milan

Pierre – Guys and girls, be prepared for the biggest emotional kick of your professional life or like I love to do Goooooooooooddddd Moooooorrrrrninggg MILANOOOOOO!!!!!

Paolo Gariboldi

Il serious gaming come strumento per cogliere il valore aggiunto del Team e per generare “storie” per il marketing e la comunicazione

 #play14 – In questa puntata di Amici di #Play14 presentiamo al nostro pubblico  Fabio Gariboldi, che è un  Change & Improvement Consultant. Per prima cosa vorrei chiedere a Fabio di presentarsi, in modo da farci raccontare in che cosa consiste il proprio lavoro.

Fabio  – Ciao Amici di Play. Da anni mi occupo dei processi di cambiamento e miglioramento aziendale come consulente strategico e team coach (a volte strutturato a volte come freelance).   Svolgo attività di consulenza e formazione anche in questi ambiti paralleli: nel marketing digitale e mobile, nella comunicazione d’impresa, nel project management e nello sviluppo di prodotto, nell’agile management & leadership, nella gestione e sviluppo delle risorse umane.

#play14  – Il gioco, o meglio il serious gaming come è legato alla tua tua attività professionale?

Fabio  – <Il serious gaming è da sempre un elemento centrale del mio modus operandi nella consulenza e formazione. Non esiste cambiamento o miglioramento possibile se non ci si concede lo spazio per il “gioco”. Il “gioco” fra noi, gli altri e l’obiettivo crea lo spazio “transizionale” entro il quale si sviluppa il vero cambiamento generativo. Questo è sempre vero in qualsiasi contesto ed in particolare in quei contesti dove il gioco è “serio” ed i giocatori sono massimamente motivati.

#play14 – Cosa porterai al Play14? cosa avremo modo di vedere in azione?

Fabio  – Ho intenzione di portare due attività, entrambe frutto della partecipazione al #Play14 dell’anno scorso.

La prima attività è una versione rivista di un mio “gioco da tavolo” pensato per disegnare il goal setting in Team ed assegnare le area di respons-abilità individuali e condivise. Grazie al feedback dei partecipanti dell’anno scorso, ho semplificato e ridotto la versione che uso in consulenza, trasformandola in uno gioco form-attivo; …sono curioso di cogliere di nuovo tutti i suggerimenti e commenti dal fantastico “popolo del #Play14”

La seconda attività è frutto dell’incontro al #Play14 dell’anno scorso con Marco Matera ed all’entusiasmante lavoro che abbiamo fatto insieme quest’anno, condividendo momenti di coaching con i clienti e di progettazione a quattro mani. Questa attività sarà un’anteprima che abbiamo riservato al #Play14, un gioco di carte con al centro la costruzione e la condivisione in team del proprio racconto personale.

#play14 – Hai voglia di concludere questa rapida chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori (e speriamo anche partecipanti di #Play14?)

Fabio  – Sono grato a questo format che mi permette di giocare, condividere ed apprendere per tre giorni, insieme a persone eccezionali, incredibilmente intenzionate, come me, a “divertirsi seriamente”


Fabio Gariboldi

Dopo la laurea ed il tirocinio di Psicologia, ho lavorato nella comunicazione e marketing in ambito Retail e GDO, poi nel sistemi di Recruiting attraverso il web ed il call center, la selezione e la formazione di promotori e venditori esperti nel mondo dell’IT.

La parte relative alle competenze HR, in particolare la formazione e la selezione hanno progressivamente acquistato importanza.

La passione per la comunicazione ed I fenomeni relazionali del web mi hanno spinto ad intraprendere la strada della consulenza, costruendomi un profilo personale che sarebbe stato “stretto” in azienda. 

Ad oggi la mia attività prevalente (60% circa) è la consulenza e formazione aziendale e per il restante divisa in coaching aziendale a singoli ed ai value Team (in-door ed out-door) nonché project management.

In questi anni, ho ideato ed implementato metodologie di lavoro e di training innovative (“blended”, fatte di esperienza, formazione e socializzazione online ed aula tradizionale).

Ho condiviso con persone eccezionali, percorsi esperienziali in campi dal golf, in barca a vela, sui campi di rugby, sugli alianti, e progetti di improvement aziendale di forte impatto. 

Da circa 6 anni a questa parte sono tornato a dare il mio contributo in progetti e start-up:

– Ho contribuito alla start-up GreenApps Srl, inventando il marchio, la comunicazione, il marketing (web e tradizionale), le sales proposition, ed avviando l’attività commerciale nel campo del biogas e del fotovoltaico. 

– Ho avviato la divisione Permanent Italiana della multinazionale del recruitment Westhouse.

– Gestisco sotto il marchio Ingegneria Relazionale un team di consulenti che offre servizi di Marketing Web e Mobile Oriented