Amici di Play14 - Antonio Fazio

Siamo qui con Antonio Fazio (detto Isotta), agile coach Esperto di sorrisi e gioia nel vedere una palla rotolare


play14 – Ciao Antonio! Per prima cosa vorrei chiederti di presentarti. Ci racconti in cosa cosa consiste il tuo lavoro?

Antonio - Allenatore dell’agilità, questa sarebbe la traduzione del mio ruolo. Ma so bene che risulterebbe fumosa e le persone continuerebbero a guardarmi con gli occhi spalancati pensando “Eppure qualche sport me lo ricordo! Io questa agilità alle Olimpiadi non l’ho sentita!”

Sono un allenatore perché cerco di far esercitare la mente delle persone, così che riescano a mettere in pratica i valori e principi del manifesto Agile, la stella polare di ogni agilista.
Ci sono momenti in cui rivesto i panni dell’insegnante: spiego metodologie o infrastrutture per la gestione dei progetti, esattamente come un docente spiega tecniche e moduli.
A volte sono un facilitatore di eventi e discussioni, lavoro sull’autorganizzazione del gruppo e sull’emersione collettiva di pensieri e decisioni.
In alcune occasioni infine ridivento coach per aiutare i singoli componenti del gruppo a dirimere personali problematiche, quello che un allenatore fa quando il suo attaccante non segna da 10 partite ed il suo morale è sotto i tacchetti.

C’è però un cappello che cerco d’indossare sempre, quello del cosiddetto “servant leader”, che mi porta ad essere preoccupato ed interessato alle necessità degli altri, cercando di capire se le persone con cui lavoro sono diventate effettivamente più sagge.


play14 – Come è legato il gioco, o meglio il serious gaming, alla tua attività professionale?

Antonio - C’è una fortissima relazione tra il serious gaming ed il mio lavoro; ci sono momenti in cui un esercizio rompighiaccio è fondamentale per creare l’ambiente ideale per una retrospettiva (evento in cui il gruppo di lavoro s’interroga sul come si è lavorato), per far conoscere le persone presenti ad un evento o semplicemente per riattivare l’energia della stanza.
Esercizi per lo sviluppo del pensiero laterale mi aiutano quando chiedo alle persone di pensare a qualcosa d’innovativo e giochi collettivi mi consentono di spiegare concetti inerenti alle metodologie da utilizzare creando un contesto partecipativo e disteso.

play14 – Cosa porterai al Play14 di Bari? Come ti vedremo in azione?

Antonio - Al play14 porterò la mia consueta voglia d’imparare divertendomi. Sto definendo gli ultimi dettagli, ma credo porterò degli esercizi rompighiaccio e un gioco per lo sviluppo del pensiero laterale. Magari aggiungerò qualcosa di nuovo visto al Play14 di Barcellona che si tiene tra qualche settimana e che mi vedrà come partecipante.

play14 – Hai voglia di concludere questa nostra chiacchierata con un messaggio ai nostri lettori e ai partecipanti di #Play14?

Antonio - Certamente! "Se non hai ancora comprato il biglietto per il Play14, affrettati e non te ne pentirai! Vorrei tanto poterti descrivere a parole la fantastica energia che si crea tra i partecipanti, ma sarebbe come spiegare perché il cioccolato di Willy Wonka è così buono. Come Charlie anche tu, per scoprirlo, dovrai entrare nella fabbrica… dei giochi."


:: BIOGRAFIA
Sono un fresco amante dell’agilità, affascinato dalle metodologie apprese ed entusiasta nello scoprirne di nuove. Faccio del primo valore del manifesto “persone ed interazioni prima di processi e strumenti” una stella polare nel mezzo del mio viaggio professionale, che da poco mi vede apprendista nell’arte dell’agile coaching. Collaboro con Agile Reloaded, azienda italiana per il coaching agile, ricambiando con impegno, coraggio e passione la conoscenza, l’approccio metodologico, i valori e i nuovi strumenti appresi.