Il miniPlay14 di LaborPlay: la gamification nel mondo HR aziendale 

Ben 15 persone hanno messo in gioco le proprie soft skills durante il miniPlay14 tenuto venerdì 13 ottobre presso la sala Monopoly dell’Impact Hub di Milano. Un evento condotto dallo staff di Laborplay, start up e spin off dell’Università di Firenze, che si occupa di gamification nel mondo HR aziendale.

L’obiettivo era utilizzare il gioco per riflettere sulle soft skills necessarie nel mondo del lavoro e dell'utilizzo dei giochi (analogici e digitali) come business tool per la selezione e la valutazione (ed anche formazione) del personale nel terzo millennio.

I dispositivi proposti da Laborplay durante le quasi tre ore della serata sono stati due: Keep Talking and Nobody Explodes e Space Team. Quindi Laborplay non sviluppa direttamente questi dispositivi ma li adatta ai contesti e li inserisce all’interno di un rigoroso metodo scientifico di valutazione e di un modello teorico ampiamente validato.


Keep Talking and Nobody Explodes  (KTANE)

L’obiettivo del gioco è quello di disinnescare una bomba e si gioca in piccoli gruppi di 5-6 persone. Per farlo si ha a disposizione un computer con un software che permette di visualizzare la bomba con i relativi moduli per il disinnesco ed un manuale cartaceo. I moduli che compaiono sono casuali ma rispecchiano un ordine di difficoltà crescente per la durata del gioco (ogni bomba da detonare ha una durata di 5 minuti).


Il vincolo sta nel fatto che chi vede la bomba non può vedere il manuale e viceversa. È quindi necessario comunicare per disinnescare la bomba. È concessa solo la comunicazione verbale, per cui non si possono fare gesti ai colleghi. Per raggiungere l’obiettivo i giocatori si dividono in due ruoli con differenti caratteristiche: l’artificiere che è il solo a poter visualizzare ed interagire con la bomba e un team di esperti, ovvero il resto del gruppo che detiene il manuale contenenti le istruzioni per disinnescarla. L’artificiere non potrà visualizzare il manuale e gli esperti non potranno visionare la bomba, così sarà necessario che l’artificiere descriva accuratamente ciò che vede e che gli esperti gli facciano le giuste domande al fine di dargli direttive corrette. A turno, ogni membro del gruppo proverà il ruolo di artificiere al computer. Finita una partita (indipendentemente dal superamento o meno del livello) se ne comincia un’altra con un’altra persona al computer in modo che tutti i membri del gruppo si possano cimentare in entrambi i ruoli.

La bomba esploderà quando allo scadere del timer oppure quando il gruppo avrà collezionato troppi errori, cioè 3 (segnati con una X sulla bomba). Il team dovrà riuscire a disarmare tutti i moduli da cui è costituita la bomba prima che una di queste due alternative si compia. Ogni bomba può presentare più moduli, che sono sempre indipendenti fra loro e possono essere disarmati in qualsiasi ordine, primariamente cliccandoci sopra per selezionarli e per compierci le dovute azioni necessarie al disarmo. Alcune istruzioni per il disarmo necessitano di specifiche informazioni (per esempio il numero di batterie o il numero seriale) da ricercare sui lati o sul retro della bomba che è tridimensionale e, per questo motivo, deve essere maneggiata correttamente dall’artificiere utilizzando il tasto destro del mouse o del trackpad per ruotarla.

Space Team

In questo gioco bisogna svolgere le giuste manovre di guida di un’astronavicella nell’iperspazio ascoltando il comandante e supportandolo nei concitati momenti di fuga da un’esplosione stellare. Il gruppo si compone di un minimo 3 persone fino a un massimo di 5. Ciascun gruppo ha un solo comandante mentre tutti gli altri saranno membri dell’equipaggio.


Ogni membro dell’equipaggio (ma non il comandante) ha a disposizione un tablet.  I membri dell’equipaggio si siedono vicini e sullo stesso lato del tavolo in modo da assicurare al comandante la possibilità di vedere tutti gli schermi agevolmente. All’interno del team sono previsti due ruoli diversi: i membri dell’equipaggio, che devono agire ognuno sul proprio dispositivo, e un comandante, che invece ha il compito di dare le istruzioni agli altri.

L’obiettivo del gioco è quello di completare quanti più livelli, chiamati settori, possibili. Per fare questo il comandante e l’equipaggio hanno di fronte un pannello di controllo pieno di pulsanti, rotelle, leve e tastiere: dovranno azionare correttamente i comandi sul proprio pannello seguendo le istruzioni del comandante che terrà sotto controllo gli schermi di tutti. Il comandante è l’unico a poter scegliere e leggere ad alta voce le istruzioni da mettere in pratica per fuggire dal pericolo. Ai membri dell’equipaggio è assolutamente vietato comunicare le istruzioni che compaiono sul proprio monitor! Le uniche occasioni in cui è concesso ai membri dell’equipaggio di leggere una istruzione sono in caso di pericolo imminente: in caso di Buco Nero e in caso di Asteroide.


Il ruolo di comandante è svolto a turno da tutti i partecipanti a rotazione. Una manche dura finché la navicella non esplode, a quel punto si cambierà comandante.

Nell’evento del miniPlay14 si è deciso di effettuare 2 sessioni di gioco di circa 30 minuti ciascuna, una per KTANE ed una per Space Team, e di lasciare ampio spazio per una sessione di debriefing nel quale poterci confrontare sull’esperienza sperimentata.  

L’assunto dal quale muoviamo è che attraverso il gioco si mettono in atto dei comportamenti che a loro volta sottostanno a delle soft skills, di cui si va tanto parlando in questi ultimi anni all’interno del mondo del lavoro, ma che sono spesso di difficile valutazione. Crediamo che nel gioco queste emergano con forte vividezza e chiarezza tale da poter anche essere osservate e valutate con degli strumenti adatti al compito. Infine crediamo che il gioco sia anche un dispositivo assolutamente democratico e meritocratico, parole anche queste purtroppo abusate.

Democratico perché chiunque può giocare a quello che vuole e tutti siamo uguali di fronte al gioco: non ci sono restrizioni o differenze di ceto sociale, etnia, genere od orientamento sessuale, religione o altro. Meritocratico perché all’interno delle regole stabilite il gioco non conosce raccomandazioni o bari: chi è più bravo vince (esclusi i giochi nel quale l’alea, la fortuna, ha un ruolo dominante).

Partendo da questo presupposti, anche di stampo socio-culturale sul gioco, abbiamo analizzato l’esperienza e ci siamo interrogati su quali competenze trasversali avessimo messo maggiormente in atto in questi giochi. Il debriefing è stato molto interessante e ricco di spunti di riflessione, si è ragionato, ci siamo confrontati, si è preso consapevolezza di alcuni comportamenti agiti nell’ora di gioco.

Così ci siamo ritrovati a parlare della leadership situazionale (non c’è un leader migliore o peggiore, ma solo un leader che è maggiormente adatto ad un certo gruppo o ad una certa situazione), delle strategie di gestione del tempo in relazione agli stimoli provenienti dall’esterno, della gestione dell’ansia rispetto ai compiti assegnati, della capacità di adattamento e di apprendimento rispetto a situazioni che non erano ben definite, delle strategie di apprendimento che si sviluppano all’interno di un gruppo di lavoro. Ed ancora abbiamo discusso assieme sulla resilienza che ognuno dei giocatori ha avuto rispetto agli eventi di gioco, sulle capacità comunicative messe in atto per poter assegnare i compiti ai vari membri del gruppo durante il gioco, sull’organizzazione del materiale di gioco e di come è stato distribuito tra i vari membri e se questo era più o meno funzionale al raggiungimento dell’obiettivo.


Insomma si sono creati moltissimi punto di contatto tra quella “semplice” ora di gioco e tantissime “serissime” questioni organizzative che i partecipanti ritrovavano quasi quotidianamente nella loro attività lavorativa. Come diceva Platone “si conosce di più una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”.

Questo ci ha confermato una volta di più la forza e la potenza del gioco come dispositivo di valutazione e di formazione, il gioco come una bellissima metafora del lavoro e forse della vita in generale. Buon gioco a tutti! #PlayYourJob.