Self-organization: come competere in un ambiente a elevata complessità

MiniPlay14: giochiamo ad auto-organizzarci

Nelle scorse settimane si è tenuto il terzo incontro per la stagione 2017-18, il secondo MiniPlay14 milanese. Grazie all’ospitalità di Simone Longoni e LastMinute, è stato organizzato un un’incontro all’insegna del serious gaming che aveva come tematica uno dei temi più importanti e dibattuti nel mondo dell’agilità: la self-organization.

 Figura 1 – L’auto-organizzazione è un tema importante e molto sentito.

L’obiettivo dell’incontro era mettere in luce alcune caratteristiche salienti dei gruppi che si auto-organizzano evidenziandone i benefici e le possibili difficoltà nei contesti reali e operativi.

La stessa Scrum Guide definisce che i team auto-organizzati “scelgono come meglio compiere il lavoro invece di essere diretti da altri al di fuori del team”.

Jurgen Appelo, nel suo libro Managment 3.0, descrive l’auto-organizzazione come “il processo in cui la struttura o i pattern appaiono in un sistema senza un’autorità centrale o un elemento esterno che le imponga attraverso un piano.”

Serious gaming e auto-organizzazione

È possibile attraverso il serious gaming far emergere e comprendere le potenzialità della self-organization? Noi crediamo di sì. Abbiamo scelto di articolare la serata proponendo diverse attività in modo da stimolare la sperimentazione, la conversazione e la condivisione a partire da differenti prospettive. Vi raccontiamo brevemente cosa ne è venuto fuori.

Ball point game

Il primo gioco proposto è un classico di molti corsi e training di tipo Agile: il ball point game. I partecipanti, divisi in due gruppi e seguendo regole precise, hanno l’obiettivo di passare il maggior numero di palle tra tutti i membri del gruppo. L’attività, organizzata su cicli consecutivi di ispezione e adattamento, permette di focalizzarsi sul miglioramento continuo e sull’efficacia delle pratiche emergenti.

 Figura 2 – Ball point game.

Pur essendo un’attività molto nota e usata di frequente, il ball point game mette in luce punti chiave notevoli come, ad esempio, l’ascolto reciproco e la comunicazione o la sperimentazione all’interno di confini definiti: in definitiva, elementi fondamentali per un’auto-organizzazione efficace.

 Figura 3 – L’importanza di tabelloni e lavagne come “information radiators” che consentono a tutti di essere sempre allineati su quanto sta succedendo nelle successive iterazioni.

Keep your breath

Il secondo gioco è stato keep your breath sperimentato per la prima volta dal nostro Pino Decandia durante l’ultima edizione di #play14. I partecipanti, con un sacchetto di carta in testa che non permette loro di vedere, devono riuscire a ottenere, collaborando, la forma di un quadrato “perfetto” utilizzando una corda precedentemente disposta a cerchio.

 Figura 4 – “Keep your breath”.

Anche in questo caso il gruppo ha lavorato attraverso ispezione e adattamento, valutando diverse possibili soluzioni. Molto interessanti le dinamiche di leadership emergente visibili in questa attività in cui risultano estremamente significativi, ed evidenti, temi quali l’ascolto reciproco e la fiducia.

 Figura 5 – I partecipanti hanno seguito con attenzione e coinvolgimento le spiegazioni e hanno fornito I loro commenti a riguardo.

Magic stick

Il terzo gioco proposto ai partecipanti è stato magic stick, conosciuto anche come helium stick. L’obiettivo, e la consegna, paiono estremamente semplici: portare a terra un bastone posato sulle dita dei partecipanti disposti in due linee frontali.


 Figura 6  – Il “bastone magico” è un gioco meno semplice di quanto possa sembrare.

La dinamica del gioco lo rende meno semplice di quanto possa sembrare. Molto spesso il bastone, con sorpresa e temporaneo smarrimento delle persone coinvolte, tende a levitare invece di scendere. Anche in questo caso le pratiche emergenti all’interno del team permettono, quasi sempre, di trovare le giuste strategie per centrare lo scopo comune. I nostri partecipanti, dopo un primo momento di panico, si sono dimostrati molto abili.

Retrospettiva

Abbiamo proseguito con una retrospettiva in cui abbiamo dato la possibilità di condividere e discutere i temi maggiormente significativi emersi dai tre giochi, facendo ripetuti parallelismi con la realtà delle aziende, dei gruppi e delle organizzazioni. I partecipanti hanno avuto modo di raccontare le loro esperienze, a volte difficili, trovando diversi elementi comuni.

 Figura 7 – La retrospettiva è un momento fondamentale delle attività.

E non finisce qui…

La serata è terminata con un aperitivo “di rinforzo” offerto da Agile Reloaded. E anche qui si è continuato a parlare e a confrontarsi su un tema chiave come quello dell’auto-organizzazione.

 Figura 8 – Il momento conviviale conclusivo è diventato a sua volta un’occasione per continuare a parlare dei temi sviluppati nella serata.

Le iniziative MiniPlay14, comunque non terminano qui, e riprenderanno nei prossimi mesi. Tutte le informazioni sono reperibili sul Meetup di Agile Reloaded al quale ci si può iscrivere facilmente e gratuitamente.