Intervista a ALESSANDRO BOGLIOLO



1. Buongiorno Alessandro. Per prima cosa vorrei chiederti di presentarti e raccontare in che cosa consiste il tuo lavoro.

Insegno e faccio ricerca nell'ambito delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Con colleghi, collaboratori e studenti ho la fortuna di poter dare vita alle idee in cui crediamo. Da qualche anno ho anche il piacere di lavorare con tanti insegnanti per portare il coding a scuola coinvolgendo bambini e ragazzi in attività ludiche e didattiche non convenzionali.


2. Che ruolo hanno il gioco e il serious gaming nella tua attività professionale?

Hanno un ruolo determinante. Prima di tutto perchè il mio lavoro è avvincente come un gioco che sono io stesso a giocare. Poi perché i progetti a cui stiamo lavorando sono basati sul coinvolgimento spontaneo delle persone che, tramite l'uso di strumenti tecnologici, riescono a coordinarsi per dare vita a forme di intelligenza collettiva per perseguire finalità sociali. Infine, perché il coding usa proprio il gioco per rendere accessibili i principi base dell'informatica e metterli a disposizione degli insegnanti fin dalla scuola dell'infanzia.


3. Quale gioco porterai al Play14 di quest'anno?
Più che un gioco è una sfida: non porterò nulla, ma costruirò un calcolatore insieme ai presenti.

4. Vuoi lasciare un messaggio per i partecipanti al prossimo Play14?
Le regole non limitano la creatività, ma la esaltano.